Giuliana Scollo (2015)


Il profilo
Giuliana Scollo si laurea nel 2010 con Laura Thermes presso la Facoltà di Archiettura di Reggio Calabria con una tesi sulle Nuove centralità urbane nel quartiere di Librino a Catania, sviluppando il progetto di campus universitario.
Dal 2003 al 2010 partecipa con lo studio messinese Bodàr- Bottega d’Architettura a diverse edizioni di Europan, ed altri concorsi internazionali. Nel 2011 in seguito al conseguimento dell’abilitazione alla professione,   si trasferisce a Parigi dove svolge l’attività professionale presso lo studio Christophe Massin Architecte, all’interno del quale approfondisce le tematiche sui logements sociaux con il progetto di 49 alloggi a Saulx les Chartreux,  all’interno della Zac (Zone d’aménagement concerté) progettata dall’Architetto Paul Chemetov. Rientrata in Italia dopo circa un anno si dedica alla libera professione occupandosi di Ristrutturazioni e di Architettura di interni.
Vincitrice del Progetto Leonardo 2014 decide di continuare l’esperienza a Parigi con l’architetto Massin, lavorando ancora sul progetto di Saulx e seguendo l’avanzamento della costruzione di 27 alloggi a Villejuif e 40 alloggi a Orly.
Con lo studio ha inoltre partecipato ai concorsi a partecipazione ristretta per la costruzione di 34 alloggi  a Bondy, e 124 alloggi e commerci a Nizza in collaborazione con  l’atelier Fourrier  et Tirard Architectes.
Nel Marzo 2015 rientra a Caltagirone ed inizia a lavorare presso la Medlegno, dove si occupa della progettazione di manufatti in legno.
Le risposte
1.      Ho scelto di andare all’estero per conoscere nuove realtà, per arricchirmi, per crescere. Ero rimasta entusiasta delle esperienze avute durante gli anni universitari: un workshop in Arizona, ad Arcosanti con Paolo Soleri e l’Erasmus a Lisbona. In entrambi in casi mi sono avvicinata a mondi pieni di fascino che fino ad allora avevo studiato su libri e riviste. Una volta laureata, non ho avuto dubbi: per me era necessario vivere in un luogo in cui era possibile fare Architettura e viverla quotidianamente. Sono dunque partita alla volta di Parigi.
2.      Viviamo in uno dei paesi più belli e allo stesso tempo più costruiti al mondo, ci sono tracce del passato che non possiamo cancellare, c’è il paesaggio naturale da preservare. In questo scenario l’Architettura è in qualche modo considerata dannosa, ne derivano una serie di limiti imposti da norme troppo vincolanti e atteggiamenti generali di diffidenza o, ancora peggio, di indifferenza.
3.      L’Architetto, oggi più che mai, è chiamato ad agire in numerosi ambiti d’intervento, in continua mutazione. Compito delle Università è dunque quello di fornire gli strumenti per la definizione del progetto architettonico che risponda contemporaneamente ad istanze estetiche e ad esigenze tecnico-costruttive, le quali, richiedendo una necessaria specializzazione ed un costante aggiornamento, possono trovare compiutezza solo nella pratica professionale quotidiana.
4.      A Parigi ho lavorato complessivamente due anni presso lo studio Christophe Massin Architectes, uno studio che si occupa esclusivamente di Social Housing. Nell’ambito di una riflessione ampia sulla qualità dell’Abitare, sullo sviluppo delle periferie e sulle problematiche sociali, ho affrontato le diverse fasi del progetto, dal concorso, alla redazione dei disegni esecutivi, al cantiere. Nuove norme, diversi metodi costruttivi, e una committenza che si può definire virtuale. Tra queste difficoltà, nonostante la giovane età e la poca esperienza nel campo, ho sempre visto riposta in me la massima fiducia. E’ stato molto apprezzato il fatto che provenissi dalla scuola architettonica italiana che in Francia è considerata in modo molto positivo.
5.      La rivoluzione digitale se da una parte ha permesso un accesso immediato ad un gran numero di informazioni, da un’altra ha provocato un consumo veloce delle stesse conferendo all’immagine una funzione comunicativa legata più ad un messaggio commerciale che alla profondità di una riflessione critica. In questo scenario assistiamo all’omogeneizzazione delle scelte progettuali, che facilmente sipossono considerare en vogue, a discapito dell’identità.

Nello specifico settore degli alloggi sociali, questa tendenza è però meno accentuata in quanto costante è il tentativo di mantenere l’uomo e l’esigenza primaria dell’Abitare al centro del progetto.

6.      Nello scenario architettonico contemporaneo la Sicilia e l’Italia , seppur in misura minore, vanno controcorrente: la bellezza del patrimonio architettonico formatosi lungo diversi secoli ha lasciato spazio nella secondo metà del ‘900 all’incuria e al disinteresse per il progetto architettonico. Ne sono un esempio gli informi conglomerati urbani caratterizzati da edilizia residenziale di pessima qualità, o il numero elevato di costruzioni abusive. La mancanza della cultura del progetto investe diversi attori della società e sebbene nei grandi centri italiani si registri un cambiamento di rotta, con vaste opere di riqualificazione urbana, in Sicilia per il momento i processi di trasformazione sembrano non partire mai.
7.      La committenza è rappresentata da diversi tipi di bailleurs sociaux: gli OPH enti pubblici comunali o dipartimentali, o le ESH, imprese le cui azioni appartengono sia a grandi gruppi finanziari sia ai singoli affittuari, che ricevono finanziamenti da più istituzioni pubbliche . Il responsabile del progetto è il referente all’interno della società, è lui che durante le varie fasi del progetto e della costruzione approva o pone veti in relazione alle risorse economiche disponibili. E’ spesso architetto e ancora più frequentemente giovane!

Lo strumento per la scelta del progetto è generalmente il concorso a partecipazione ristretta, ai cui partecipanti (da 3 a 5) viene sempre corrisposto un rimborso spese più o meno importante. La scelta dell’impresa viene regolata con le norme dei Marchés Publics e dunque attraverso gare d’appalto.

8.      Esistono già finanziamenti per permettere a giovani di intraprendere la libera professione, il governo ha stanziato incentivi per le imprese che assumono giovani, spesso si bandiscono concorsi riservati agli under 40, ma per motivi a me sconosciuti risulta ancora difficile fidarsi di un giovane architetto o retribuirlo per il valore reale del suo lavoro. Il cambio di mentalità deve investire tutti i livelli.
9.      Non saprei dire se a livello normativo la divisione delle competenze in Francia è così netta come lo è nella realtà, eppure la settorializzazione è una delle cose che più si apprezzano venendo dall’Italia. E’ chiaro che le figure professionali sono altamente specializzate e l’accesso al mondo del lavoro più semplice per tutti.

Ne deriva inoltre la consapevolezza comune che tutte le figure professionali, dal geometra all’urbanista e dall’architetto all’ingegnere, sono indispensabili.

10.   L’architetto Christophe Massin ha fondato il suo studio dopo lo scioglimento del gruppo Philtre nel 2009, da allora all’interno dell’atelier hanno lavorato diversi architetti tutti di età giovanissima. La redazione del progetto e la sviluppo della costruzione avvengono sempre in collaborazione con figure professionali esterne all’organico come ingegneri o architetti paesaggisti.
11.   I parigini ed i francesi in generale sono consapevoli della grandezza del loro patrimonio architettonico sono molto attenti ai numerosi cambiamenti che si producono all’interno della città e di quello che sarà il Grand Paris, un progetto che coinvolge tutta la periferia parigina e che si compirà entro il 2030.

Esistono luoghi ed organizzazioni deputati alla presentazione dei progetti, allo scambio di idee, come il Pavillon de l’Arsenal, o La Cité de l’Architecture et de l’Urbanism, o ancora l’Ordre des Architectes en Ile de France che organizza il Mese dell’Architettura o dibattiti aperti a tutti. Viceversa l’opinione pubblica ha un peso determinate sulle scelte urbanistiche ed architettoniche degli ultimi anni, come lo stop a progetto della torre- piramide di Herzog & de Meuron o la bocciatura della riconversione dei magazzini

La Samaritaine ddi Sanaa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...