Lucy Giuliano (2009)

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INTERVISTA

1. Spesso si fa una gran confusione nel definire il lasso di tempo che racchiude le opere di architettura “contemporanea”. La Storia contemporanea è il periodo storico che parte dal Congresso di Vienna ad oggi (193 anni). L’Arte contemporanea si riferisce all’arte creata nel presente ed include generalmente tutta l’arte creata dalla fine degli anni sessanta del XX secolo fino ai giorni nostri (circa 40 anni). La Musica contemporanea è quella composta nel XX e nel XXI secolo. Il Teatro contemporaneo è quello che si è sviluppato in un periodo compreso tra gli inizi del Novecento e i giorni nostri (circa 30 anni). Qual è, a tuo parere, l’intervallo temporale corretto che definisce l’architettura contemporanea?

Contemporaneo Qualche mese fa la facciata dell’Altes Museum di Shinckel a Berlino era dominata da un grande neon dell’artista Maurizio Nannucci che recitava a grandi lettere “All Art has been contemporary”.

L’architettura, come l’arte, é sempre espressione del proprio tempo e sempre rappresenta la contemporaneitá della societá che la produce.

L’architettura contemporanea di oggi é l’architettura che esprime il momento storico che stiamo vivendo.

 

 

 2. Per una buona riuscita di opera ci vuole un buon architetto, un committente illuminato e una buona impresa. Per l’esperienza che tu hai potuto maturare all’estero, puoi indicare che peso hanno questi 3 fattori nella realizzazione di un’opera?

L’ideale é la coestistenza delle tre cose. Ognuna, infatti, puó avere un peso determinante sulla riuscita di un opera.  Un bravo architetto puó comunque (o deve) sempre correggere il tiro di un cattivo cliente e di una cattiva impresa.    

 

 

3. Riguardo l’architettura contemporanea, l’Italia negli ultimi anni sta tentando di recuperare il grosso divario con gli altri stati europei e lo sta facendo lentamente. Una importante tappa a livello nazionale è stata l’avvio del P.A.R.C. “Direzione Generale per la qualità e la tutela del paesaggio, della qualità del progetto e dell’opera architettonica e urbanistica”. La Sicilia ha recepito le direttive ministeriali con l’istituzione del D.A.R.C. Sicilia e ad oggi l’attività del Dipartimento per l’Architettura e l’Arte Contemporanea rappresenta un punto di riferimento per tutti i professionisti e gli enti che operano nel settore avendo già all’attivo il patrocinio di ben 12 concorsi internazionali entro il 2009. Qual è il tuo parere sull’attività del D.A.R.C. e sui possibili cambiamenti e i contributi che la sua istituzione potrà apportare nella cultura isolana riguardo l’architettura contemporanea?

 Mi sembra fondamentale che istituzioni come il D.A.R.C. promuovano e sostengano l’architettura contemporanea in Sicilia. Quello che bisogna evitare peró é rimanere chiusi nella nicchia degli architetti. L’architettura contemporanea all’estero funziona perché é voluta dalle amministrazioni e dalla gente comune. Senza questo gli architetti sono soli.      

 

4. Qual’è l’esperienza che ha lasciato un segno indelebile nel tuo modo di progettare?

Piú che un’esperienza in concreto é l’approccio al progetto, il processo e il modo in cui una squadra di persone é capace di portare avanti un’idea edi costruirla.   

 

5. Quali sono gli aspetti che ritieni i più positivi ed i più negativi dell’architettura contemporanea?

Il piú positivo, l’infinita libertá di mezzi e tacnologie che ha a disposizione. Il piú negativo, l’infinita libertá di mezzi e tacnologie che ha a disposizione.


6. L’architettura, al di là delle componenti artistiche, filosofiche e culturali, è anche un servizio professionale che viene reso ad un committente pubblico o privato in regime di mercato a seconda della “domanda” e dell’ ”offerta” del servizio stesso. Ritieni che la scarsa diffusione della cultura architettonica contemporanea in Sicilia e in altre parti d’Europa sia causata dalla mancanza di una “domanda consapevole” circa i necessari requisiti di contemporaneità di un’opera nuova?

 Mi sembra che quello che manchi sia proprio la consapevolezza della necessitá di spazi e luoghi contemporanei che accolgano le funzioni delle nostre cittá, che migliorino i servizi, la qualitá dello spazio urbano, delle infrastrutture.

 

7. Conoscendo la realtà siciliana ed in particolare di una delle città che conosci meglio, quale opera di architettura potrebbe risultare fondamentale per lo sviluppo del territorio?

 Purtroppo non credo che una sola opera di architettura possa cambiare le nostre cittá; non basterebbe un Guggenheim come a Bilbao per trasformare la situazione di decadenza del nostro territorio. Io comincerei piuttosto dallo spazio pubblico, da microprogetti urbani disseminati nelle cittá, azioni di agopuntura su un territorio malato.

 

8. Qual’è la principale differenza nell’organizzazione del lavoro all’interno dello studio professionale in cui operi rispetto a quella che si ha in Sicilia? (se l’intervistato opera all’estero)

Conosco poco l’organizzazione di uno studio professionale in Sicilia. Lo studio in cui lavoro a Barcellona fa parte di una rete píu grande di studi sparsi nelle cittá in cui Isozaki ha progetti e cantieri (Milano, Shangai e Tokyo). A Barcellona ci occupiamo solo dei progetti locali, ma siamo parte di una trama piú grande e questo garantisce il confronto continuo con quello che si fa altrove

 

9. Nella realizzazione di un’opera, grande importanza viene data all’effettiva esecutività del progetto; ritieni che l’Italia e la Sicilia in particolare siano ancora indietro rispetto agli standard qualitativi europei riguardo la qualità media dei progetti?

Da quello che vedo siamo indietro 

 

10. L’avvento di internet ha reso di facile visione e diffusione le immagini dei progetti e delle opere costruite. Ritieni che il fascino e la seduzione visiva delle rappresentazioni grafiche ottenute con l’uso degli strumenti di visualizzazione digitale abbia in qualche modo condizionato i criteri progettuali e le tendenze compositive?

Farei una distinzione importante tra le immagini e le rappresentazioni grafiche digitali e l’uso della tecnologia avanzata nella progettazione. Le immagini sono solo un mezzo di visualizzazione e diffusione, ma una bella immagine non fa il progetto.

Quello che é interessante oggi della tecnologia del computer é il livello di controllo e di manipolazione dello spazio a cui si puó arrivare. L’immagine non é, e non deve essere, il risultato. Anche se spesso é quello di cui ci si preoccupadi piú.

 

 

11. Si ritiene che lo strumento del concorso di idee sia utile per la diffusione del principio di qualità e di trasparenza di un opera architettonica pubblica. Sei d’accordo con questa affermazione e ritieni che il livello di equità di giudizio offerto dalle commissioni giudicatrici sia mediamente accettabile?

I concorsi sono utili quando le opere si realizzano.Ho visto troppi concorsi fatti in Italia che lasciano solo tracce di giurie e vincitori ma non costruiscono edifici. Isozaki ha vinto 10 anni fa il concorso per la nuova entrata degli Uffizi a Firenze. Ancora non é cominciato il cantiere. E forse non comincerá mai. 

Se servono a costruire sul serio, i concorsi possono comunque essere un ottimo strumento per garantire la qualitá dell’architettura.

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