Claudio Lucchesi (2009)

claudio_lucchesi_italia1Claudio Lucchesi, si laurea alla facoltà di Architettura di Reggio Calabria, nel 1995. Ha lavorato presso lo studio dell’architetto Bruno Isgrò, prima di frequentare il corso di progettazione post-laurea all’Architectural Association di Londra con Jeff kipnis e Bahram Shirdel. Dal 1996 è iscritto all’Ordine degli Architetti della Provincia di Messina e associato all’istituto nazionale di bioarchitettura. È stato uno dei progettisti del progetto vincitore per l’auditorium di Sarajevo e insieme a Centola Associati per il progetto per l’ex cartiera Milano di Amalfi all’interno del piano di recupero generale denominato “Water Power” ha ricevuto a Ginevra l’Holcim Award 2005, medaglia d’oro come miglior progetto europeo, e a Bangkok la medaglia d’argento per l’Holcim Global Award 2006, una sorta di oscar per l’architettura sostenibile.
È stato assistente di Luigi Prestinenza alla facoltà di architettura di Siracusa e ospite critico presso la Metropolitan University, l’Architectural Associationdi e la Greenwich University di Londra.
Ha esposto alla Triennale di Milano, nel 2000, 2004 e 2006 alla Biennale di Architettura di Venezia, sempre nel 2006 alla Biennale di Pechino, ospiti nel Padiglione Inglese ed alla 5 Biennale di Brasilia.
Tra le principali pubblicazioni segnaliamo 10x10_2 10 critici per 100 architetti, edito da Phaidon London/New York, dove il gruppo ufo è stato selezionato da Zaha Hadid, come uno dei dieci giovani gruppi emergenti nel panorama internazionale.

INTERVISTA

 1 Spesso si fa una gran confusione nel definire il lasso di tempo che racchiude le opere di architettura “contemporanea”. La Storia contemporanea è il periodo storico che parte dal Congresso di Vienna ad oggi (193 anni). L’Arte contemporanea si riferisce all’arte creata nel presente ed include generalmente tutta l’arte creata dalla fine degli anni sessanta del XX secolo fino ai giorni nostri (circa 40 anni). La Musica contemporanea è quella composta nel XX e nel XXI secolo. Il Teatro contemporaneo è quello che si è sviluppato in un periodo compreso tra gli inizi del Novecento e i giorni nostri (circa 30 anni). Qual è, a tuo parere, l’intervallo temporale corretto che definisce l’architettura contemporanea?

Mettiamo a confronto due architetture che sono state realizzate nello stesso periodo: l’Altare della Patria a Roma (inaugurata nel 1910) e villa Savoye a Poissy (1931), la prima sembra appartenere ai primi dell’ottocento, la seconda potrebbe essere considerata una costruzione dei giorni nostri, quindi mi piace più pensare alle opere realizzate che all’intervallo temporale per definire l’architettura contemporanea.

 

2 Per una buona riuscita di opera ci vuole un buon architetto, un committente illuminato e una buona impresa.  Per l’esperienza che tu hai potuto maturare all’estero, puoi indicare che peso hanno questi 3 fattori nella realizzazione di un’opera?

Tutti e tre gli elementi sono fondamentali ma credo che i primi due abbiano maggiore importanza; le imprese se dirette con attenzione e costanza possono raggiungere livelli di realizzazione molto alti, personalmente ho avuto esperienze dove maestranze abituate a non  curare troppo i dettagli, hanno ottenuto risultati eccezionali. Sono convinto che il ruolo dell’architetto sia determinante per un risultato eccellente, in tutto l’iter del lavoro, dalla progettazione alla direzione dei lavori.

  

3 Riguardo l’architettura contemporanea, l’Italia negli ultimi anni sta tentando di recuperare il grosso divario con gli altri stati europei e lo sta facendo lentamente. Una importante tappa a livello nazionale è stata l’avvio del P.A.R.C. “Direzione Generale per la qualità e la tutela del paesaggio, della qualità del progetto e dell’opera architettonica e urbanistica”. La Sicilia ha recepito le direttive ministeriali con l’istituzione del D.A.R.C. Sicilia e ad oggi l’attività del Dipartimento per l’Architettura e l’Arte Contemporanea rappresenta un punto di riferimento per tutti i professionisti e gli enti che operano nel settore avendo già all’attivo il patrocinio di ben 12 concorsi internazionali entro il 2009. Qual è il tuo parere sull’attività del D.A.R.C. e sui possibili cambiamenti e i contributi che la sua istituzione potrà apportare nella cultura isolana riguardo l’architettura contemporanea?

Noi come gruppo ufo abbiamo avuto la possibilità di farci conoscere a livello internazionale attraverso i concorsi, quindi ben venga qualsiasi sforzo fatto in tal senso. Il D.A.R.C., viste le buone intenzioni iniziali, potrà dare una grossa spinta alla crescita della qualità dell’architettura in Sicilia. L’organizzazione di mostre contribuirà sicuramente in termini di visibilità, il patrocinio di concorsi potrebbe essere fondamentale per il salto di qualità che manca da tempo alla nostra architettura in Sicilia.

 

4 Qual’è l’esperienza che ha lasciato un segno indelebile nel tuo modo di progettare?

Sicuramente l’esperienza fatta presso l’Architettural Association di Londra, un anno alla AA mi ha cambiato la vita.

 

5 Quali sono gli aspetti che ritieni i più positivi ed i più negativi dell’architettura contemporanea?

Dell’architettura contemporanea penso solo agli aspetti positivi: far vivere le persone in luoghi sempre più funzionali, comodi ed integrati con l’ambiente.

 

6 L’architettura, al di là delle componenti artistiche, filosofiche e culturali, è anche un servizio professionale che viene reso ad un committente pubblico o privato in regime di mercato a seconda della “domanda” e dell’ ”offerta” del servizio stesso.  Ritieni che la scarsa diffusione della cultura architettonica contemporanea in Sicilia e in altre parti d’Europa sia causata dalla mancanza di una “domanda consapevole” circa i necessari requisiti di contemporaneità di un’opera nuova?

Ritengo che la causa principale sia una scarsa educazione verso l’architettura. Per esempio si dovrebbe diffondere una sensibilità simile a quella che c’è per la moda, con le numerose riviste, i servizi televisivi, l’attenzione nei periodi delle sfilate, con la gente che segue e conosce le nuove tendenze. Questo non accade per l’architettura, la gente non sa apprezzare un’opera dai disegni o da 1000 immagini, ma solo quando la vede realizzata. Quindi credo che la colpa sia soprattutto della mancanza di una buona architettura da vedere e da vivere.

 

7 Conoscendo la realtà siciliana ed in particolare di una delle città che conosci meglio, quale opera di architettura potrebbe risultare fondamentale per lo sviluppo del territorio?

Il recupero del vecchio mulino Lo Presti nel porto di Milazzo, dovrebbe rappresentare la casa che accoglie il turista appena arriva in città ed offrirgli tutto quello di cui ha bisogno: biglietterie per i collegamenti con le Eolie, prenotazioni Hotel, bar, ristoranti, centro conferenze, cinema, ne trarrebbe vantaggio non solo Milazzo ma anche le isole Eolie e tutto il comprensorio.

 

8 Qual’è la principale differenza nell’organizzazione del lavoro all’interno dello studio professionale in cui operi rispetto a quella che si ha in Sicilia? (se l’intervistato opera all’estero)

Spesso lavoro a Londra quindi conosco bene la differenza con la Sicilia. In Inghilterra i disegni vengono rappresentati fino alla scala 1:1, per farvi un esempio quando si progetta un edificio gli ambienti vengono definiti secondo le misure della pavimentazione scelta, in modo che non ci siano sprechi inutili e si possano abbattere i costi. La differenza sostanziale è che a Londra tutta la professionalità e l’energia che metti nei lavori ti viene riconosciuta mentre in Sicilia è già un successo sopravvivere. Ho constatato con molto dispiacere che molte volte la qualità interessa a pochissime persone.

 

9 Nella realizzazione di un’opera, grande importanza viene data all’effettiva esecutività del progetto; ritieni che l’Italia e la Sicilia in particolare siano ancora indietro rispetto agli standard qualitativi europei riguardo la qualità media dei progetti?

La differenza sta nella suddivisione delle varie professionalità, all’estero ognuno ha un compito preciso, per esempio anche se si deve progettare un piccolo parcheggio si chiede la consulenza agli ingegneri del traffico, qui molti pensano di saper e poter fare tutto e questo rischia di abbassare la qualità media dei progetti.

 

10 L’avvento di internet ha reso di facile visione e diffusione le immagini dei progetti e delle opere costruite. Ritieni che il fascino e la seduzione visiva delle rappresentazioni grafiche ottenute con l’uso degli strumenti di visualizzazione digitale abbia in qualche modo condizionato i criteri progettuali e le tendenze compositive?

Sono stato 2 anni fa a Londra per festeggiare con i miei colleghi i dieci anni del master alla AA in concomitanza con la mostra dei progetti finali. Siamo tutti rimasti un po’ delusi, è vero che le immagini erano molto accattivanti ma di concetti veri e innovativi secondo noi non c’era molto. Ovviamente il contributo del computer è importante ma ogni grande progetto nasce comunque da segni su un foglio e la qualità la si può intuire da un semplice schizzo.

 

11 Si ritiene che lo strumento del concorso di idee sia utile per la diffusione del principio di qualità e di trasparenza di un opera architettonica pubblica.  Sei d’accordo con questa affermazione e ritieni che il livello di equità di giudizio offerto dalle commissioni giudicatrici  sia mediamente accettabile?

Ritengo che i criteri applicati attualmente non funzionino. Per esempio è inaccettabile che un tecnico comunale, che normalmente si occupa di tutt’altro, solo perché il concorso si svolge nella propria città debba andare in commissione per giudicare la qualità architettonica del progetto. Anche in questo caso credo che si dovrebbero semplicemente rispettare i propri ruoli, va bene che il tecnico comunale stia in commissione, ma solo per verificare che non ci siano difformità dal punto di vista urbanistico.

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